DesignUX Design: dal Feng Shui a Disneyworld

UX Design: dal Feng Shui a Disneyworld

Lo UX design mira a rendere l’esperienza dell’utente facile e piacevole, tenendo conto di diversi fattori per estendersi a tutti gli aspetti del prodotto o del servizio a cui si applica. 

Donald Norman

Questo processo fu legittimamente nominato da Donald Norman: scienziato cognitivo, nonché la prima persona ad avvalersi del titolo di UX Architect, inventò il termine “User Experience Design” per comprendere tutta la sua complessità, includendo ogni aspetto dell’interazione con un sistema, dal design, alla grafica, all’interazione fisica.

Comunque, lo UX design affonda le sue radici nell’antichità, a partire dalla filosofia cinese del Feng Shui: queste due parole si possono tradurre come “vento” e “acqua”, e si riferiscono all’organizzazione spaziale degli oggetti, che devono essere ordinati nella disposizione più armoniosa e ottimale possibile, per poter creare un’organizzazione intuitiva e positiva per le persone che ne usufruiscono. 

Su questo concetto di armonia e ordine avevano ragionato anche gli antichi greci: da evidenze storiche è emerso che anche loro disegnassero i propri strumenti e gli spazi secondo i principi dell’ergonomia. Ippocrate, in alcuni suoi scritti, descrisse come, per esempio, doveva essere organizzata la postazione di un chirurgo, facendo riferimento all’illuminazione dell’ambiente, alla posizione del dottore e al posizionamento degli strumenti.

Facendo un lungo salto nel tempo, nei primi decenni del ‘900, Taylor, l’ingegnere meccanico inventore del Taylorismo, condusse a questo proposito un’estesa ricerca sulle interazioni fra i lavoratori, i loro strumenti e l’ambiente di lavoro, arrivando alla conclusione che un’organizzazione sistematica fosse la soluzione all’inefficienza. Mentre, però, nella teoria Taylorista le persone erano ridotte anch’esse a strumenti, in funzione della sola efficienza, il sistema elaborato da Toyota negli anni ‘40, simile nella ricerca di soluzioni funzionali, pone al centro le persone, con l’ulteriore obiettivo di creare un ambiente di lavoro ottimale: questo fatto rappresenta un momento cruciale nella storia della user experience poiché ha effettivamente portato l’attenzione sull’importanza dell’interazione fra umani e macchine: a prescindere da quanto avanzata possa essere la tecnologia, il suo limite sta nell’usabilità, che è esattamente il fulcro dello UX design.

Una figura, che potrebbe apparire poco probabile in quest’ambito, ma che invece viene spesso acclamato come un fautore dello UX design, è stato Walt Disney: fortemente intenzionato a creare un’esperienza tendente alla perfezione, magica ed immersiva per i visitatori dei parchi di divertimento Disney, durante la loro costruzione diede al suo team di ingegneri direttive precise, suggerendogli di “conoscere il pubblico, mettersi nei loro panni e comunicare attraverso ogni colore, forma, texture…”.

Il momento clou dello UX design si ebbe negli anni ’70, dove, con il diffondersi dei computers, scienziati e psicologi iniziarono a collaborare per mettere a punto l’esperienza utente, sviluppando soluzioni come l’interfaccia utente e il mouse. 

In questo campo, Apple ha avuto fin dall’inizio un ruolo fondamentale: dalla realizzazione del primo Macintosh, che era provvisto di un’interfaccia grafica per l’utente, schermo incorporato e mouse, al primo iPod o al primo iPhone. Lo User Experience Design è in costante evoluzione, e la sua funzione di mediatore fra utente e sistema diventa sempre più sottile: dalla realtà aumentata al design privo di interfaccia, quei concetti di Interaction Design che fino a poco tempo fa sembravano fantascienza, ora sono sempre più reali e tangibili, per quanto virtuali possano essere.

Leave a comment

Scroll up