DesignStoria del Graphic Design

Storia del Graphic Design

Nel corso del 1800 le nuove tecnologie hanno iniziato a trovare sempre più spazio nel campo delle arti visive: i grandi cambiamenti avvenuti nel settore della stampa l’hanno portata ad una consistente diffusione popolare, che a sua volta ha condotto alla nascita dell’industria pubblicitaria. 

Manifesto per Champfleury, Les Chats. Manet, 1868

Protagonista nella cultura visiva moderna è stato il manifesto, assumendo dimensioni che lo hanno fatto spiccare sui muri cittadini con la stessa presenza di un quadro su una parete. È stato forse su questo terreno, più che altrove, che grafica e arte si sono fronteggiate in un incessante scambio di ruoli.

Nel nuovo settore erano richiesti nuovi caratteri e nuovi concetti di design: si andò alla ricerca di un maggiore impatto visivo, che portasse ad una nuova  forza espressiva, in grado di destare e catturare l’attenzione degli osservatori. Molti artisti, tra cui per esempio Manet, si avvicinarono alla nuova industria pubblicitaria, attratti dalle interessanti prospettive economiche che presentava.

I primi grafici, per questo motivo, erano considerati una categoria inferiore di artisti, definiti “commerciali” in senso dispregiativo, poiché declinarono le loro competenze artistiche a favore del mercato. 

La comunicazione visiva , comunque, ha continuato ad assumere sempre più rilevanza nella cultura popolare, fino a raggiungere, nel periodo fra le due guerre, un ruolo di decisiva centralità. 

I mezzi di comunicazione visiva di massa potenziarono notevolmente la propria struttura tecnica ed espressiva per adeguarla alla nuova situazione, orientandosi -a seconda che si trovassero in regimi democratici o totalitari- su fini propagandistici o di carattere commerciale e pubblicitario. In questo nuovo panorama, i compiti della grafica si definirono con crescente chiarezza: all’immagine furono assegnati obiettivi ben precisi, e fu costretta a dotarsi di competenze tecniche perfettamente strutturate. Si definì, così, il passaggio della grafica dal versante artistico-artigianale a quello tecnico-professionale, sul quale iniziò a fondare la propria identità.La comunicazione visiva ha continuato ad affinarsi a livello tecnico per risultare sempre più immediata, riconoscibile e facile da ricordare. 

 

Differenza fra arte e grafica propagandistica

Forse oggi, per noi, è più facile associare arte e denaro, senza che un  elemento vada a deturpare l’altro. Tra ‘700 e ‘800 l’arte, così come la grafica, hanno avuto diverse funzioni: educativa, propagandistica, polemica, di denuncia, celebrativa… ma è probabile che la funzione commerciale esulasse dai limiti imposti dai valori della società ottocentesca, ancora scettica nei confronti del processo tecnologico che stava sperimentando, e che stava avvenendo in maniera inaspettatamente veloce, andando a sconvolgere completamente le strutture culturali e sociali. 

Campbell’s Soup Cans, Warhol, 1962

Se ci si pensa, l’arte commerciale e quella di consumo sono concetti nati nel XX secolo, in epoca postmoderna, e che hanno continuato ad essere dibattuti per molto tempo. 

Fino al secolo precedente, i legami che le produzioni artistiche e la figura stessa dell’artista intrattenevano con la cultura di massa erano rimasti su un piano differente, più elevato ed incline ad interpretazioni personali dell’artista riguardo la società e gli avvenimenti che la turbavano.

Dunque si evince, analizzando il contesto storico e i cambiamenti che lo hanno caratterizzato, che la grafica sia il risultato di una nuova esigenza comunicativa, che implica la necessità di confezionare un messaggio univoco, in grado di raggiungere ed essere compreso da molte persone, scendendo dal piedistallo inghirlandato dell’arte esposta nei Salons o alle varie Expositions battagliere e anticonvenzionali, ma pur sempre indirizzate e raggiunte da una determinata fetta di pubblico. 

In conclusione, si può affermare che il grafico contemporaneo sia erede di un’illustre ascendenza e, volendone dare una lettura audace, che abbia raccolto, in epoca contemporanea, il testimone del racconto visivo e artistico.

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