DesignLa Fotografia ed il Graphic Design

La Fotografia ed il Graphic Design

Muybridge, varie fasi del movimento di un cavallo, 1872

 La fotografia, inventata negli anni ’20-’30, iniziò ad essere usata con consuetudine dagli anni ’60 del 1800 in poi. Il potenziale di questa nuova invenzione era considerevole sotto molti punti di vista, dal campo scientifico a quello più strettamente artistico, a cui fu immediatamente associata, dando inizio ad un acceso scontro con l’arte pittorica che durò, nel tentativo di eguagliarla e di ottenere riconoscimento e legittimazione, fino agli anni ’60 del secolo successivo, quando avvenne il riconoscimento della fotografia come genere artistico, passaggio fondamentale per tutte le neo avanguardie.  

Tra i primi ad esplorare le diverse applicazioni e potenzialità della fotografia troviamo tre personaggi principali: Nadar, Muybridge e Marey.

Gli esperimenti fotografici di Muybridge e Marey destarono grande scalpore sia in ambito scientifico che artistico: essi si avvalsero del nuovo strumento per effettuare delle vivisezioni temporali, realizzando numerose serie di cronografie per scomporre comprendere e controllare fenomeni naturali e fisiologici troppo veloci per poter essere osservati ad occhio nudo. 

Alla sua nascita, come ogni cosa, la nuova arte fotografica incontrò sostenitori e oppositori, tra cui ad esempio Baudelaire, che la considerava un rifugio per pittori falliti, disprezzando il suo legame con la società industriale, pensando che impoverisse il genio francese.

Marey, Studio di figure in movimento, 1888

Da questo punto di vista, sembra di ascoltare una storia già sentita, anche se accaduta successivamente: fotografia e grafica incontrarono gli stessi ostacoli nel loro percorso alla ricerca di legittimazione. 

Nadar, Ritratto di V. Hugo, 1884

Al centro della disputa tra arte e fotografia troviamo la figura di Nadar, nome d’arte di Gaspard-Felix Tournachon, che fu il più importante fotografo francese di quegli anni. Egli iniziò a lavorare come cronista per i giornali, e il suo primo impegno nell’arte non fu direttamente nella fotografia: iniziò invece come caricaturista. La fotografia arrivò solo in seguito, quando il fratello Adrien decise di aprire uno studio fotografico, che poi diventò lo storico Atelier in Boulevard des Capucines n. 35.

Il successo di Nadar ebbe inizio da un’attività che egli conduceva per svago: fotografare i suoi amici; da queste fotografie emerse la sua innata capacità di mettersi in relazione con i suoi soggetti e di far riaffiorare la loro personalità. La serie di ritratti da lui realizzata, lungi dall’essere la semplice documentazione di un momento storico, contribuisce ad elevare la fotografia al rango di arte vera e propria. 

Per Nadar la fotografia era semplice: chiunque può utilizzare una macchina fotografica, la sua meccanica è alla portata di tutti; eppure c’è in essa qualcosa che è precluso ai molti: il suo lato psicologico, il sentimento della luce, il lato emotivo del soggetto. Aspetti che, secondo lui, solo un occhio ispirato è in grado di cogliere. 

Dotata perciò di una forte componente emotiva, la fotografia, come altri tipi di immagine, è in grado di trasmettere emozioni e suscitare ricordi. Ne deriva, inevitabilmente, che le immagini ricoprano un ruolo fondamentale nella comunicazione visiva, rendendo così la fotografia essenziale ai fini grafici.

Fotografia e grafica cominciarono a fondersi in maniera significativa a partire dagli anni ’30-’40, nel campo della corporate image e della grafica editoriale novecentesche in cui, grazie a fotomontaggi e alla sovrapposizione di negativi, era possibile concretizzare sorprendenti soluzioni visive. 

In epoca contemporanea, questi due rami della comunicazione visiva continuano a consolidare, attraverso la loro coesistenza in innumerevoli progetti grafici, un rapporto tendente alla simbiosi, che rende il confine tra le due labile e sottile, rendendole elementi imprescindibili ed inseparabili per la trasmissione efficace del messaggio.

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